Aconito (Aconitum napellus): la perenne velenosa dal fiore a casco

L'aconito Γ¨ una perenne erbacea della famiglia delle Ranunculaceae, originaria delle montagne d'Europa e d'Asia, presente spontanea in Italia sulle Alpi e sull'Appennino centro-settentrionale fra i 600 e i 2400 metri. È uno dei piΓΉ antichi veleni vegetali conosciuti β€” i Greci la chiamavano akoniton e Ovidio la cita nelle Metamorfosi β€” e tutti gli organi della pianta, in particolare radice e semi, contengono aconitina, alcaloide neurotossico letale per ingestione e tossico anche per contatto prolungato. In giardino va trattata con rispetto e mai piantata in zone accessibili a bambini o animali domestici.

Portamento

Pianta eretta, robusta, alta 80-150 cm. Fusti rigidi che non richiedono tutori. Foglie palmate a 5-7 lobi profondamente incisi, verde scuro lucido. Radice tuberosa carnosa, brunastra, simile a una piccola rapa: il suo aspetto innocuo Γ¨ stato causa di numerosi avvelenamenti accidentali nella storia, scambiata per sedano selvatico o rapa.

Fioritura

Da luglio a settembre, in spighe terminali alte 30-50 cm. Fiori zigomorfi blu-violetti di 3-4 cm, con il sepalo superiore conformato a "elmo" o "casco" β€” da cui il nome popolare "elmo di Giove" o "cappuccio del frate". Esistono varietΓ  bianche, rosa pallido e bicolori, ma il viola blu profondo Γ¨ il colore piΓΉ classico.

Esposizione

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Mezz'ombra Γ¨ ideale; tollera il sole pieno al Nord, al Centro-Sud necessita ombra parziale. Soffre il caldo estivo prolungato.

Terreno

Fresco, profondo, ricco di sostanza organica, leggermente acido o neutro. Non sopporta i suoli secchi sabbiosi nΓ© i terreni asfittici.

Irrigazione

Generosa per tutta la stagione vegetativa, mai lasciare seccare il terreno. Pacciamatura organica indispensabile al Centro-Sud per mantenere fresco l'apparato radicale.

Piantagione e cura

In autunno (ottobre) o primavera (marzo). Distanza 40-50 cm. Le radici tuberose vanno maneggiate con i guanti per evitare assorbimento cutaneo di aconitina. Concimazione primaverile leggera.

Resistenza

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Rustica fino a -25Β°C. Pianta da clima fresco: in pianura padana e oltre risulta perfettamente a suo agio, nel Sud Italia richiede mezz'ombra costante e irrigazione di soccorso.

TossicitΓ  β€” avvertenza

Tutti gli organi della pianta sono velenosi. L'aconitina Γ¨ assorbita anche per via cutanea attraverso ferite o mucose. Indossare sempre guanti per manipolarla. Mai piantarla vicino a orti aromatici dove puΓ² essere confusa con altre piante. Lavarsi le mani dopo qualsiasi intervento. In caso di ingestione accidentale: chiamare immediatamente il Centro Antiveleni (Pavia 0382 24444, Milano 02 66101029, Roma 06 3054343).

Cultura

In epoca medievale era detta "veleno dei monaci" perchΓ© coltivata in alcuni orti monastici per uso medicinale (mai piΓΉ consigliato). Nelle leggende alpine veniva usata per uccidere lupi β€” da qui un altro nome popolare, "strozzalupo".