Viola odorata: la viola "delle siepi" profumata della tradizione italiana

La Viola odorata ("viola mammola") è una piccola perenne sempreverde della famiglia delle Violaceae, spontanea in tutto l'arco alpino e appenninico italiano, nei boschi, ai margini delle siepi, nei prati ombrosi. È la viola profumatissima della tradizione italiana, base del profumo "violetta di Parma" e della tradizione confettiera (caramelle alla violetta, sciroppi). Fiorisce in fine inverno-primavera (febbraio-aprile) con piccoli fiori viola intensi (o bianchi nelle varietà) profumati con il caratteristico aroma "violetta".

Caratteristiche

Piccola pianta a rosetta basale, alta 10-15 cm. Foglie cuoriformi verde scuro, persistenti tutto l'anno. Fiori solitari (1 per scapo), su brevi peduncoli, profumati. Colori: viola intenso (forma tipica), bianco, rosa, blu. La pianta si propaga vigorosamente per stoloni superficiali, formando macchie estese nel sottobosco.

Coltivazione

Posizione: mezz'ombra a sole filtrato (sotto chioma di alberi caducifoglie, lato nord di edifici). Sole pieno la fa soffrire in estate. Terreno fertile, umoso, fresco, neutro o leggermente acido (pH 6-7). Pacciamatura permanente con foglie autunnali in decomposizione.

Resistenza al freddo

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Rustica a -25 Β°C, perfettamente rustica in tutta Italia. Si coltiva facilmente dal mare alla montagna fino a 1500 m.

Naturalizzazione

La V. odorata si naturalizza facilmente: una piantagione iniziale di 5-10 piante puΓ² espandersi a una macchia di centinaia di esemplari in 5-10 anni, grazie alla diffusione per stoloni e per autosemina. Perfetta come copricutaneo permanente sotto alberi, lungo sentieri d'ombra, sui pendii.

Profumo: tradizione e mistero

Il profumo della V. odorata Γ¨ uno dei piΓΉ caratteristici della profumeria classica. Componenti aromatici principali: ionone (Ξ²-ionone), che ha la peculiaritΓ  di provocare un fenomeno olfattivo strano: "anosmia da assuefazione". Dopo qualche secondo di esposizione al profumo, il naso "spegne" la percezione (perde la capacitΓ  di sentirla); dopo qualche minuto la percezione ritorna. La sensazione di "fiore che appare e scompare" Γ¨ una caratteristica unica della violetta.

Usi tradizionali

I fiori si raccolgono in marzo-aprile per: 1) Sciroppi: fiori freschi immersi in acqua zuccherata calda, filtrati, conservati. Tradizionale al Nord Italia. 2) Caramelle alla violetta: confettura confettiera tradizionale di Torino, Parma, Milano, ancora prodotta artigianalmente. 3) Profumeria: "violetta di Parma" Γ¨ il profumo tradizionale italiano piΓΉ antico. 4) Pasticceria: violette candite per decorare torte, biscotti.

Uso medicinale

I fiori contengono saponine ed oli essenziali con azione bechica (calma la tosse): tisana di fiori e foglie tradizionalmente usata per affezioni respiratorie minori. Documentata in farmacopee medioevali italiane.

Combinazioni in giardino

Compagne classiche nei sottoboschi italiani: primula, elleboro, ciclamino napoletano, scilla, mughetto, anemone nemorosa. Una macchia di violetta sotto un albero adulto produce uno spettacolo profumato a fine inverno-primavera, periodo in cui il giardino Γ¨ povero di fioriture.