Mimosa (Acacia dealbata): l'albero che annuncia la fine dell'inverno italiano

Quella che in Italia chiamiamo "mimosa" è botanicamente Acacia dealbata, un albero della famiglia delle Fabaceae originario dell'Australia sud-orientale e della Tasmania. Il nome italiano è fonte di confusione: la vera Mimosa pudica ("sensitiva", a foglie pieghevoli al tatto) è una piantina erbacea tropicale ben diversa. L'A. dealbata fu introdotta in Europa intorno al 1820 e si è naturalizzata in tutta la fascia costiera del Mediterraneo, dove la fioritura giallo-zolfo di fine gennaio-febbraio precede di settimane il resto della vegetazione e segna simbolicamente l'arrivo della primavera.

Caratteristiche morfologiche

Albero a portamento espanso, alto 10-25 metri a maturità (vita media in Italia 30-50 anni), con foglie bipennate sempreverdi grigio-verdi, simili a fronde di felce. I fiori sono raccolti in racemi di piccole sfere giallo intenso (mille minuscoli stami che danno l'aspetto piumoso), profumatissimi nelle ore calde della giornata. Fioritura: gennaio-marzo a seconda della zona, con anticipi notevoli nelle annate miti del Sud (anche dicembre in Liguria e Sicilia).

Esposizione e clima ideale

La mimosa è una pianta da clima mite. Tollera occasionalmente fino a -5/-7 °C da adulta, ma piante giovani o esposte a freddo prolungato sotto -3 °C subiscono danni irreversibili al tronco. In Italia cresce bene lungo le coste tirreniche, ioniche e adriatiche meridionali, in tutta la Sicilia e Sardegna, e nei laghi del Nord (Garda, Maggiore) in posizione riparata. In pianura padana e Centro-Nord interno si trova in zone protette o si coltiva in vaso con ricovero invernale. Pieno sole obbligatorio: in ombra non fiorisce.

Terreno: preferisce acido, non tollera il calcare

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Questo è il limite principale alla coltivazione della mimosa in molte zone d'Italia. A. dealbata richiede terreno acido o sub-acido (pH 5,5-6,5), drenato, sabbioso o limoso. Su terreni calcarei sviluppa clorosi ferrica grave (foglie giallo intenso con nervature verdi) che ne pregiudica la salute e infine la sopravvivenza. In zone con suolo calcareo (gran parte dell'Italia centrale), la soluzione è coltivazione in grandi vasi con substrato per acidofile e annaffiature con acqua piovana o demineralizzata. La A. retinodes ("mimosa quattro stagioni") tollera meglio il calcare ed è da preferire in queste zone.

Irrigazione

Una pianta adulta in piena terra è siccitoso-tollerante: poche o nessuna irrigazione dopo l'attecchimento (3-4 anni). Le piante giovani vogliono acqua regolare i primi due anni. In vaso, irrigazione regolare ma sempre con drenaggio efficace; in inverno ridurre drasticamente. Mai annaffiare con acqua di rete molto calcarea: nel tempo provoca clorosi.

Polloni: la pianta che invade

La mimosa è una specie aggressivamente pollonifera: dalle radici nasce continuamente nuovi tronchetti a metri di distanza dall'albero originale. In Italia meridionale e in Liguria è considerata specie invasiva dalle autorità ambientali, in grado di soppiantare la vegetazione spontanea. Da considerare prima di piantarla in zone naturali o vicine a essi. In giardino, taglia i polloni indesiderati alla base ogni primavera.

Potatura

La mimosa fiorisce sui rami dell'anno precedente: la potatura va fatta subito dopo la fioritura (marzo-aprile), per dare tempo ai nuovi getti di maturare entro l'inverno e prepararsi alla fioritura successiva. Potatura tardiva (estate-autunno) significa "tagliare i fiori dell'anno prossimo". Si pratica una potatura di mantenimento: rimuovere rami secchi, malati, incrociati; abbassare leggermente la chioma se troppo espansa. La pianta tollera anche potature drastiche di ringiovanimento (taglio a 1-2 metri da terra), ricacciando vigorosamente dal tronco.

Avversità

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L'Acacia decline da Ceratocystis (un fungo del legno) provoca rapidi disseccamenti di rami principali e a volte morte della pianta: nessuna cura efficace, abbattimento delle parti infette. Le cocciniglie cotonose (Icerya purchasi) creano colonie biancastre sulle foglie e sui giovani rami: trattamenti con olio bianco a fine inverno, predatore biologico Rodolia cardinalis. La psilla del'acacia deforma i giovani getti. Gelate forti sono il pericolo principale: piante danneggiate gravemente dal gelo possono ricacciare dal piede in primavera.

Significato e tradizione

In Italia il ramo di mimosa è il simbolo dell'8 marzo, Festa della Donna, una tradizione che risale al 1946 quando l'UDI (Unione Donne Italiane) la scelse per il suo profumo, l'allegria del colore giallo e la disponibilità nel periodo. Nella floricoltura della Riviera ligure (Sanremo, Bordighera) la coltivazione commerciale di mimosa per la festa dell'8 marzo è un'attività economica storica. Negli ultimi decenni, complice il riscaldamento climatico, la fioritura tende ad anticipare e in alcune annate i rami sono sfioriti già all'inizio di marzo, causando difficoltà al comparto produttivo.