Caprifoglio (Lonicera japonica): il rampicante profumato per pergole e siepi italiane
Il caprifoglio comunemente coltivato in Italia è Lonicera japonica, un rampicante della famiglia delle Caprifoliaceae, originario del Giappone, Corea e Cina orientale. Il genere Lonicera include oltre 180 specie, alcune spontanee in Italia (L. caprifolium, "caprifoglio comune", e L. periclymenum, "caprifoglio dei boschi", autoctoni delle foreste italiane). La L. japonica è la più diffusa in coltura per pergole e siepi grazie alla rapidità di crescita, alla rusticità, alla fioritura profumatissima estiva.
Specie italiane vs L. japonica
La L. japonica 'Halliana' è la cultivar commerciale standard: bianco crema che diventa giallo con il tempo, fortemente profumata, fiorita da maggio a ottobre, sempreverde o semi-persistente. Vigorosa: cresce 3-5 metri all'anno una volta installata. Cultivar 'Aureoreticulata' ha fogliame variegato giallo-verde. Le specie autoctone italiane L. caprifolium (con foglie connate) e L. periclymenum hanno fioritura più breve (maggio-luglio) e portamento più contenuto: ideali per giardini "naturali" e in armonia con la flora locale.
Esposizione e terreno
Sole o mezz'ombra. Mezz'ombra è ottimale al Centro-Sud (sole pieno asciuga e brucia le foglie in estate). Terreno fertile, ben drenato, fresco, pH ampio (5,5-7,5). Lavora il terreno in profondità con aggiunta di compost o stallatico maturo al momento della piantagione.
Supporto
Il caprifoglio è un vero rampicante avvolgente: si arrampica avvolgendo i fusti intorno al supporto. Necessita di sostegni verticali (fili tesi, reti, graticci, pergolati strutturati). Le superfici lisce (muri verticali piani) non sono adatte: il caprifoglio non ha radici aeree come l'edera. Una pergola o un graticcio sono ideali. Inizia a guidare i fusti giovani manualmente nei primi 1-2 anni: poi la pianta si arrangia da sola.
Irrigazione
Una volta attecchito, il caprifoglio è siccitoso-tollerante in piena terra. Acqua di soccorso solo in caso di siccità severa al Sud. Il fogliame appassito a metà giornata in estate è in genere fisiologico (transpirazione): non aggiungere acqua se il terreno è umido in profondità.
Potatura
La L. japonica è molto vigorosa e tende a invadere lo spazio circostante. Potatura annuale obbligatoria a fine inverno (febbraio-marzo): rimozione di un terzo dei rami principali, accorciamento dei rami secondari, eliminazione di rami secchi o intricati. Ogni 5-7 anni, potatura di ringiovanimento drastica (taglio a 50-100 cm dal terreno): la pianta ricaccia vigorosamente. Senza potatura, il caprifoglio diventa una massa intricata di legni morti con poco fogliame fresco.
Profumo: nel cuore della valutazione
Il profumo del caprifoglio è dolce, miellato, con note di gelsomino e tuberosa, intenso soprattutto nelle ore serali e notturne (la pianta è impollinata dalle falene notturne, che la trovano grazie al profumo). Una pergola o muro coperto di caprifoglio in fioritura riempie un giardino italiano d'estate di profumo a metri di distanza. L'olio essenziale è raro e costoso, perché i fiori sono difficili da estrarre.
Bacche e tossicità
Dopo la fioritura, il caprifoglio produce piccole bacche nere lucide a coppie, leggermente tossiche per ingestione (causano disturbi digestivi). Non gravemente velenose come oleandro o tasso, ma da tenere lontane da bambini e cani. Sono apprezzate dagli uccelli, che ne disperdono i semi.
Carattere invasivo
La L. japonica è considerata specie invasiva in molti paesi (Stati Uniti, Australia) per la capacità di soffocare la vegetazione spontanea con la sua crescita vigorosa. In Italia non è ancora classificata come invasiva regolata, ma in zone boschive vicine a giardini può naturalizzarsi e competere con la flora locale. Per giardini "naturalisti" e in zone vicine ad ambienti naturali, preferire le specie autoctone italiane L. caprifolium e L. periclymenum.
Avversità
Gli afidi neri sui giovani germogli (sapone molle, piretrine, predatori naturali). Le cocciniglie sui rami (olio bianco invernale). L'oidio in tarda estate in posizioni mal ventilate. Il virus mosaico del caprifoglio raramente.
