Briza (Briza media): la "sonaglina" dei prati italiani
La briza, popolarmente "sonaglina", "tremolina" o "lacrime di Giobbe", Γ¨ una piccola graminacea perenne della famiglia delle Poaceae, presente spontanea in tutta Italia nei prati di pianura, collina e montagna fino a 2000 m. Γ una delle graminacee selvatiche piΓΉ riconoscibili: spighette cuoriformi pendenti che oscillano a ogni minimo soffio di vento producendo un leggero tintinnio. In giardino Γ¨ entrata di forza negli ultimi 15 anni come elemento "leggero" delle bordure naturalistiche e dei prati fioriti.
Portamento
Cespo basso, alto 20-30 cm in vegetazione, fino a 60 cm in fioritura. Foglie sottili, lineari, verdi, lunghe 15-25 cm.
Infiorescenze
Da maggio a luglio. Pannocchie lasse e leggere alte 30-50 cm, con spighette pendule cuoriformi di 5-8 mm, inizialmente verdi-violacee, poi virano al paglierino-bronzo a maturitΓ . La caratteristica Γ¨ il tremolio costante al vento e il leggero suono frusciante.
Specie congeneri
B. media (autoctona italiana, perenne, taglia media); B. maxima (mediterranea, annuale, spighette molto piΓΉ grandi 1,5-2 cm, eccezionalmente decorative per fiori secchi); B. minor (annuale, spighette piccolissime).
Esposizione
Sole pieno o mezz'ombra luminosa.
Terreno
Tollerante. Cresce su terreni medi, anche calcarei, poveri o sassosi. Tollera siccitΓ .
Irrigazione
Minimale. Pianta autoctona italiana ben adattata al clima locale.
Resistenza
Fino a -25Β°C.
Piantagione
Primavera o autunno. Distanza 30-40 cm. In gruppi di 5-7 piante.
Cure
Quasi nulle. A fine inverno: rasatura a 5 cm dal suolo per rinnovare la chioma.
Moltiplicazione
Per divisione del cespo in primavera. Auto-disseminazione abbondante in bordura naturalistica.
Usi
Bordura naturalistica, prati fioriti, sottoboschi luminosi, fra le pietre di vialetti rustici. Le spighette sono eccellenti per fiori secchi: raccogliere quando sono ancora verdi-violacei, appendere a testa in giΓΉ, pronti in 10-15 giorni; mantengono forma e colore tenue per anni.
Cultura
Pianta cara alla tradizione contadina italiana: le spighette di "lacrime di Giobbe" erano raccolte dai bambini nelle passeggiate primaverili e usate come piccolo gioco per il tintinnio al vento. In alcune zone delle Alpi venivano tessute in piccoli mazzi votivi.
