Ricino (Ricinus communis): l'"albero della perpetuità" velenoso
Il Ricinus communis, popolarmente "ricino" o "castor bean", è un'erbacea-arbustiva della famiglia delle Euphorbiaceae, originaria dell'Africa orientale, naturalizzata in Italia (in particolare Sud, isole). Pianta-icona: fonte dell'olio di ricino (purgativo storico, oggi cosmetico) e della ricina — fra i veleni naturali più tossici al mondo.
Portamento
In Italia annuale-perenne tenera, 1-3 metri (eccezionalmente 5-7 m al Sud). Foglie alterne palmato-lobate grandi (20-40 cm), in cultivar verdi o porpora-bordeaux.
Fioritura
Estate. Spighe terminali di piccoli fiori unisessuali in masse.
Frutti — capsule velenose
Capsule spinose globose di 1,5-2,5 cm, contenenti 3 grossi semi maculati simili a zecche (da cui "ricinus" = zecca).
TOSSICITÀ — AVVERTENZA ESTREMA
I semi contengono ricina: una delle tossine biologiche più potenti al mondo (4-8 semi possono uccidere un adulto, anche 1-2 semi un bambino). La ricina blocca la sintesi proteica cellulare. Storicamente usata in attentati (caso Markov, 1978 — "Bulgarian umbrella"). Mai piantare in giardini con bambini. Mai mangiare i semi. Tutta la pianta è tossica al taglio (lattice irritante).
Olio di ricino
L'olio estratto a freddo dai semi è privo di ricina (la ricina è proteica, non passa nell'olio): uso storico come purgativo (oggi superato, troppo forte) e cosmetico (per capelli, ciglia, unghie — nutriente).
Coltivazione
Sole pieno. Pianta vigorosa. Si auto-dissemina.
Usi ornamentali
Pianta scenografica per il fogliame grande tropicaleggiante (cultivar a foglie porpora). Con estrema cautela.

