Petunia (Petunia × hybrida): l'annuale da balcone più diffusa in Italia
La petunia coltivata è un ibrido orticolo (Petunia × hybrida) derivato dall'incrocio di due specie sudamericane: P. axillaris (a fiore bianco notturno, originaria dell'Argentina e Uruguay) e P. integrifolia (a fiore violaceo, stessa origine). I primi ibridi appaiono nei vivai europei intorno al 1830-40; oggi si contano migliaia di cultivar in tutte le sfumature di colore tranne il giallo intenso e l'arancio brillante. La petunia è di gran lunga la pianta più venduta per balconi e fioriere in Italia, complice il rapporto qualità/prezzo e la resa scenografica.
Gruppi commerciali
Petunie a fiore grande (Grandiflora): fiori di 7-12 cm, spettacolari ma più delicati e soggetti a danni da pioggia. Petunie a fiore medio (Multiflora): fiori di 4-6 cm, più numerosi, più resistenti, ottimi per esposizioni piovose. Petunie nane (Nana compatta, Milliflora): fiori piccoli, piante molto compatte. Surfinia® e Cascade: ricadenti vigorose, brevettate da Suntory, lunghe fino a 1-1,5 metri, per cestini sospesi e bordi alti di fioriera. Calibrachoa (Million Bells®): genere imparentato, foglie e fiori minuscoli, fioritura abbondantissima.
Esposizione e clima
Pieno sole è essenziale: sei ore di sole diretto minime. In esposizione meno favorevole, la petunia si allunga, fiorisce poco e si ammala. Tollera caldo estivo italiano del Sud purché con acqua abbondante. Non tollera il gelo: la stagione di piantagione è da metà aprile (al Nord) a fine marzo (al Sud), e dura fino alla prima gelata autunnale.
Terriccio e vaso
Terriccio universale di buona qualità, alleggerito con perlite per il drenaggio. Il vaso deve avere fori di drenaggio efficaci: la petunia non tollera ristagni. Per fioriere standard, calcola un volume di almeno 4-5 litri per pianta. Le Surfinia® richiedono volumi maggiori (8-15 litri per pianta). Sul fondo del vaso, strato di argilla espansa di 2-3 cm.
Concimazione: la chiave della fioritura abbondante
Questa è la differenza tra petunie mediocri e petunie spettacolari. La petunia è una pianta esigente di nutrienti: concima ogni 7-10 giorni con fertilizzante liquido per piante fiorite (NPK 12-15-25 circa, ricco di potassio e fosforo, con microelementi). In alternativa, mescola al terriccio un fertilizzante a lenta cessione (osmocote o simili) al momento della piantagione: dura 4-6 mesi. Le petunie sotto-nutrite producono pochi fiori e foglie giallo pallido (carenza generale).
Irrigazione
Acqua regolare ma senza ristagni: in piena estate al Sud servono innaffiature giornaliere, al Nord ogni 2 giorni. Il vaso deve "respirare": bagna a fondo e lascia che lo strato superficiale asciughi prima del successivo apporto. Mai bagnare le foglie, soprattutto a fine giornata: favorisce la peronospora e la botrite. Sistema di irrigazione a goccia o microaspersione è raccomandato per balconi grandi.
Cimatura e mantenimento
La petunia tende ad allungarsi e a "spogliarsi" alla base verso metà estate. Per mantenerla compatta e fiorita: pinzatura periodica dei getti più lunghi (taglio di un terzo della lunghezza), che stimola la ramificazione e nuova fioritura. Il deadheading (rimozione dei fiori appassiti) prolunga la fioritura: le moderne cultivar "Wave" e "Easy Wave" sono self-cleaning, perdono naturalmente i fiori senza intervento manuale. Una cimatura energica a metà luglio rigenera la pianta per una seconda fase di fioritura settembre-ottobre.
Avversità
La peronospora da Plasmopara petuniae compare in estati piovose: macchie giallastre sopra, muffa grigia sotto le foglie. Trattamenti con prodotti rameici, miglioramento ventilazione. Gli afidi sui giovani getti (sapone molle). I tripidi deformano i fiori (insetticidi specifici). La botrite (Botrytis cinerea) attacca fiori appassiti in clima umido: deadheading regolare. Il virus mosaico del tabacco (TMV) e l'aspermy producono striature e deformazioni: piante infette vanno eliminate, lavarsi le mani dopo aver toccato piante di tabacco o pomodoro (vettori).
Petunie selvatiche e progetto Calibrachoa
Il genere Petunia ha visto negli ultimi vent'anni una rivoluzione genetica con l'ingresso del genere imparentato Calibrachoa, che condivide molti caratteri ma con fiori più piccoli e numerosi, ricadenti ottimi per cestini. I "Bidens" gialli, le "Diascia" e le "Bacopa" bianche sono ormai compagne classiche della petunia in composizioni miste estive. Le nuove cultivar tipo "Crazytunia" e "Surfinia® Sumo Plum" sviluppano colori prima inimmaginabili (nero, verde, multicolori striati) ma a prezzi sensibilmente più alti.

