Iberis (Iberis sempervirens): la "candytuft" tappezzante bianca
L'Iberis Γ¨ un genere di tappezzanti e annuali della famiglia delle Brassicaceae, originario del Mediterraneo (anche autoctono italiano). Popolarmente "candytuft" o "iberide". In Italia Γ¨ una delle tappezzanti primaverili piΓΉ diffuse: pianta-icona dei giardini rocciosi e dei muretti a secco, fiorisce in aprile-maggio con masse di piccoli fiori bianchi a "ombrellina" che ricoprono completamente il fogliame sempreverde.
Portamento
Sub-arbusto tappezzante semi-prostrato, alto 15-30 cm in fioritura, largo 40-80 cm. Foglie alterne, lineari-spatolate, sempreverdi, verde scuro lucido.
Fioritura
Aprile-maggio (con possibile rifioritura settembrina). Ombrelle terminali piatte di 4-6 cm di diametro, costituite da decine di fiori a 4 petali (caratteristici delle Brassicaceae: 2 grandi laterali + 2 piccoli centrali, forma asimmetrica). Bianco puro classico (cultivar a fiori rosa, lilla, viola esistono ma sono meno tipiche).
Specie
I. sempervirens (perenne sempreverde, la piΓΉ diffusa, fiori bianchi); I. umbellata (annuale, fiori in tonalitΓ rosa-viola-bianco); I. saxatilis (autoctona italiana, tappezzante alpina); I. gibraltarica.
Cultivar perenni
'Snowflake' (la piΓΉ diffusa); 'Little Gem' (compatta); 'Purity'; 'Alexander's White'.
Esposizione
Sole pieno.
Terreno
Drenato, anche poco fertile, calcareo, sassoso. Pianta calcicola tipica.
Irrigazione
Minima.
Resistenza
Fino a -20Β°C. Ovunque in Italia.
Piantagione
Primavera o autunno. Distanza 30-40 cm.
Cure
Dopo la fioritura: rasare a 8-10 cm per rinnovare il cespo e stimolare seconda ondata.
Moltiplicazione
Per talea semilegnosa in estate. Per seme.
Usi
Giardini rocciosi, muretti a secco, bordura bassa di vialetti, scarpate, copri-suolo. Compagne classiche: Aubrieta, Arabis, Alyssum saxatile, Phlox subulata, bulbose primaverili (Tulipa, Muscari, Narcissus).
Pianta mellifera
Fiori visitati da api in primavera.
AvversitΓ
Praticamente esente.
Cultura
Il nome Iberis deriva da Iberia, la penisola iberica (dove sono diffuse molte specie spontanee). Pianta documentata da Plinio il Vecchio (iberis) come pianta medicinale (oggi uso officinale residuale).
