Eranthis (Eranthis hyemalis): il "fiore d'inverno" giallo precoce

L'eranthis, popolarmente "fiore d'inverno" o "winter aconite", Γ¨ una piccola bulbosa-tuberosa della famiglia delle Ranunculaceae, originaria dell'Europa centro-meridionale e dell'Asia. In Italia Γ¨ autoctona nelle zone montane settentrionali e nei boschi cedui aperti dell'Appennino. È una delle primissime fioriture dell'anno: fiorisce in gennaio-febbraio, talvolta da dicembre, con piccoli fiori giallo-oro a coppa, prima ancora dei bucaneve (Galanthus) β€” pianta-icona del "risveglio del giardino" italiano.

Portamento

Pianta minuta, alta 5-15 cm. Piccolo tubero sotterraneo di 1-2 cm. Foglie radicali palmato-sezionate, di 3-5 cm, verde brillante, che emergono dopo i fiori. Il fiore ha al di sotto un "collare" di brattee verdi sezionate (caratteristica).

Fioritura

Da gennaio a marzo (talvolta da dicembre nei climi miti). Fiori solitari su corti steli, di 2-3 cm di diametro, a coppa aperta, con 6 sepali petaloidi (i veri petali sono modificati in nettari piccoli e nascosti). Colore: giallo-oro brillante. Stami numerosi gialli.

Esposizione

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Sole pieno in inverno (sotto alberi a foglie caduche), mezz'ombra-ombra in estate (a fogliame disseccato).

Terreno

Drenato, ricco di humus, mediamente umido, calcareo. Pacciamatura organica gradita.

Piantagione

Settembre-ottobre. I tuberi sono molto piccoli e tendono a disseccarsi rapidamente: piantare immediatamente dopo l'acquisto, preferibilmente imbevuti in acqua per 12-24 ore prima della piantagione per reidratarli. ProfonditΓ  5-7 cm, distanza 5-7 cm.

Resistenza

Fino a -25Β°C. Pianta robusta delle vallate alpine.

Auto-disseminazione

Abbondante: una volta naturalizzata in un giardino, l'eranthis si "espande" spontaneamente per anni, formando tappeti sempre piΓΉ estesi. Caratteristica preziosa: la pianta "fa il giardino da sola" senza ulteriore manutenzione.

Ciclo annuale

Fioritura gennaio-marzo (fra la neve in alta montagna); fogliame emerge a marzo e cresce per 2-3 mesi; fogliame ingiallisce e secca a maggio-giugno (la pianta accumula riserve nel tubero); dormienza estivo-autunnale; ricaccio in primavera successiva. Pianta strettamente "ephemeral spring".

Cura

Nessuna. Lasciare il fogliame seccare naturalmente. Mai falciare prima dell'ingiallimento.

TossicitΓ 

Tutta la pianta contiene glicosidi cardiotossici simili a quelli dell'Helleborus (genere imparentato). Velenosa per ingestione. Tenere lontano da bambini e animali domestici (anche se la pianta Γ¨ piccola e poco visibile in sottobosco, quindi il rischio Γ¨ limitato).

Usi

Sottoboschi, prati fioriti primaverili, naturalizzazioni in giardini boschivi. Compagne ideali primaverili: Galanthus nivalis (bucaneve), Chionodoxa, Crocus tommasinianus, Scilla, Anemone blanda, Helleborus. Pianta-chiave dei tappeti di bulbose primaverili nei sottoboschi dei giardini italiani.

Pianta mellifera

Una delle primissime fonti di nettare per api e bombi all'uscita dell'ibernazione (gennaio-febbraio): pianta importante per il sostentamento iniziale degli impollinatori.

Cultura

Pianta-icona del "risveglio del giardino" italiano. I tappeti di eranthis fra la neve dei boschi alpini sono uno degli "spettacoli" del tardo inverno. Nei giardini storici (Villa Pisani, Villa Medici, parchi di ville venete e toscane) la naturalizzazione di eranthis sotto alberi a foglie caduche Γ¨ classica.

AvversitΓ 

Praticamente esente.