Elleboro (Helleborus niger): la "rosa di Natale" delle montagne italiane
L'Helleborus Γ¨ un genere di perenni della famiglia delle Ranunculaceae, comprendente diverse specie autoctone italiane: H. niger ("rosa di Natale", Alpi), H. viridis (Appennino), H. foetidus (mediterraneo italiano), H. odorus. La specie piΓΉ nota Γ¨ H. niger, popolarmente "rosa di Natale": fiorisce in pieno inverno (dicembre-marzo) con grandi fiori bianchi (poi virano al rosa-verde) sui ciuffi di foglie sempreverdi coriacee. Pianta velenosa per ingestione. Pianta-icona dei giardini invernali italiani.
Portamento
Pianta erbacea perenne in cespo, alta 25-40 cm. Foglie radicali grandi (15-25 cm), palmate-sezionate a 7-9 lobi, coriacee, sempreverdi (talvolta semipersistenti al Nord), verde scuro lucido.
Fioritura
Da dicembre a marzo (specie tipica). Fiori solitari o a 2-3 per stelo, di 5-8 cm di diametro, a coppa aperta, con 5 sepali petaloidi (i veri petali sono modificati in nettari piccoli e nascosti). Colori: bianco (H. niger, vira al rosa-verde dopo la fioritura), verde (H. viridis, H. foetidus), rosa-porpora-quasi nero (H. Γ hybridus), bicolori, picotee, doppi.
Specie e ibridi
H. niger ("rosa di Natale", autoctona italiana delle Alpi); H. orientalis e gli ibridi H. Γ hybridus ("rosa di Quaresima", fiore in febbraio-aprile, la categoria commerciale piΓΉ diffusa con centinaia di colori e forme); H. foetidus (autoctona italiana, fiori verdi tubolari, pianta piΓΉ "scultorea"); H. argutifolius (Sardegna-Corsica, foglie dentate-spinose, fiori verdi).
Esposizione
Mezz'ombra-ombra. Ideale sotto alberi a foglie caduche: pieno sole in inverno (alberi spogli), ombra in estate (alberi vestiti). Riproduce l'habitat naturale dell'elleboro in sottobosco.
Terreno
Fresco, fertile, ricco di humus, drenato, calcareo (la maggior parte delle specie predilige suoli leggermente alcalini, pH 7-8).
Irrigazione
Regolare. Mai lasciare seccare in piena estate.
Resistenza
Fino a -25Β°C. Ovunque in Italia.
Piantagione
Autunno o primavera. Distanza 40-50 cm. Posizione definitiva: l'elleboro non gradisce essere trapiantato.
Cure
A fine inverno (febbraio): rimuovere le foglie piΓΉ vecchie (annerite o danneggiate) per esaltare i fiori. Pacciamatura organica primaverile.
Pazienza
Pianta longevissima ma lenta: i primi 2 anni la pianta giovane si stabilisce, fiorisce abbondantemente dal 3Β° anno in poi. Una volta installata, vive 20-30+ anni nello stesso posto.
TossicitΓ β importante
Tutte le parti dell'elleboro contengono glicosidi cardiotossici (elleborina, elleboroside) e protoanemonina. Altamente tossica per ingestione: provoca vomito, diarrea, bradicardia, ipertermia, morte (storicamente la H. niger era usata come veleno). Tenere lontano da bambini e animali domestici. Maneggiare con guanti.
Storia
Citato da Ippocrate, Plinio il Vecchio, Dioscoride come pianta medicinale antica (di pericolosa manipolazione). Storicamente usata per "purgare" pazienti con disturbi mentali β la "follia" era curata con dosi di elleboro (con risultati spesso fatali). Dante Alighieri cita la pianta nella Divina Commedia.
Usi in giardino
Bordura ombrosa invernale, sottoboschi, giardini "winter interest". Compagne primaverili: Galanthus, Eranthis, Crocus, Anemone blanda. Estive: Hosta, Astrantia, Brunnera, felci. Γ pianta-chiave dei "giardini di mezzo inverno" italiani.
Pianta mellifera
Una delle pochissime piante che fiorisce in pieno inverno: importante fonte di nettare per le api in periodo critico (gennaio-febbraio) nei giardini italiani.
Moltiplicazione
Per divisione del cespo a fine estate (delicata). Per seme: lenta, fioritura dopo 3-4 anni. Auto-disseminazione moderata in giardini ombrosi gestiti.
AvversitΓ
Macchia nera dell'elleboro (Coniothyrium hellebori): malattia fungina che annerisce le foglie. Rimuovere le foglie infette.

