Cisto (Cistus): l'arbusto-icona della macchia mediterranea italiana
Il Cistus Γ¨ un genere di arbusti sempreverdi della famiglia delle Cistaceae, comprendente circa 20 specie distribuite in tutto il bacino mediterraneo. In Italia diverse specie sono autoctone: C. salviifolius, C. monspeliensis, C. albidus, C. incanus, C. ladanifer, C. crispus, C. populifolius β tutti caratteristici della macchia mediterranea italiana. Γ pianta-simbolo del paesaggio dell'Italia centrale e meridionale: fogliame aromatico, fioritura primaverile-estiva con grandi fiori effimeri simili a piccole rose selvatiche, robustezza estrema su suoli aridi e poveri.
Portamento
Arbusti sempreverdi compatti o eretti, alti 60-150 cm secondo la specie. Foglie opposte, generalmente piccole (2-6 cm), spesso vischiose o ricoperte di peluria, intensamente aromatiche al taglio (profumo balsamico-resinoso di "macchia").
Fioritura
Aprile-giugno. Fiori a 5 petali stropicciati (come "carta velina spiegazzata"), di 4-7 cm di diametro, in tonalitΓ che vanno dal bianco al rosa, rosa-magenta, rosso, talvolta con macchia scura alla base dei petali. Caratteristica: i fiori sono effimeri (durano un solo giorno), ma la pianta produce centinaia di boccioli che si aprono scaglionati per 6-8 settimane.
Specie principali in Italia
C. albidus (foglie bianco-tomentose, fiori rosa-violetto chiaro); C. incanus (fiori rosa-porpora intenso, autoctono); C. ladanifer (specie occidentale, fiori bianchi con macchia bordeaux alla base di ogni petalo β molto scenografico); C. salviifolius (compatta, fiori bianchi); C. monspeliensis (foglie viscose, fiori bianchi); C. Γ purpureus (ibrido, fiori rosa-porpora intenso con macchia scura, fra le piΓΉ ornamentali).
Esposizione
Sole pieno indispensabile.
Terreno
Drenato, anche poverissimo, calcareo, sassoso. Pianta tipica della macchia mediterranea: prospera su suoli che altre piante rifiuterebbero.
Irrigazione
Solo nei primi 12 mesi. Dopo, completamente autosufficiente nel Centro-Sud Italia. Nelle aree mediterranee non richiede mai irrigazione.
Resistenza
Variabile. C. salviifolius, C. monspeliensis: fino a -10Β°C. C. albidus, C. incanus, C. ladanifer: fino a -8Β°C. C. Γ purpureus: fino a -10Β°C. In zone fredde scegliere le specie piΓΉ rustiche.
Piantagione
Primavera (marzo-aprile) preferibilmente. Distanza 60-100 cm.
Potatura
Pochissima. Mai potare in legno vecchio: il cisto non rigetta da rami nudi. Solo cimature leggere subito dopo la fioritura (luglio) per contenimento e per favorire fioritura abbondante l'anno seguente.
Vita relativamente breve
I cisti sono arbusti di vita media (10-15 anni), spesso meno in pianura padana umida. Γ accettabile: si sostituiscono e si moltiplicano facilmente per seme o talea.
Moltiplicazione
Per seme (germinazione facile dopo scarificazione meccanica o trattamento con acqua calda β i cisti sono piante "fire-adapted", i semi germinano meglio dopo esposizione al calore). Per talea semilegnosa in estate.
Usi
Bordure miste mediterranee, giardini "dry" e xeropaesaggistici, copertura di scarpate aride, sostituzione del prato in zone aride. Componente fondamentale dei progetti di restauro paesaggistico della macchia mediterranea italiana (Cinque Terre, isole Eolie, Promontorio del Gargano, costa toscana, Sardegna).
Combinazioni
Lavanda, perovskia, salvia, ginestra, oleandro, mirto, lentisco, rosmarino, ginepri, elicriso. Γ pianta-chiave dei giardini italiani mediterranei autentici.
Ladano
Il C. ladanifer (e in misura minore altri cisti) produce una resina aromatica chiamata "ladano", raccolta storicamente in Mediterraneo orientale e usata in profumeria di alto livello come fissativo. La resina si raccoglie pettinando il vello delle capre che hanno pascolato fra i cisti (metodo tradizionale cretese) o esponendo strisce di cuoio nelle giornate calde sotto le piante.
AvversitΓ
Praticamente esente. Marciume del piede in suoli umidi pesanti.
Cultura
Pianta dell'iconografia paesaggistica italiana: il fiore rosa-violetto del cisto Γ¨ uno dei colori tipici delle scarpate, dei prati incolti e dei bordi delle strade del Sud Italia in maggio. Citato giΓ da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia.
