Catananche (Catananche caerulea): la "freccia dell'amore" blu
La catananche, popolarmente "fior cupido" o "freccia dell'amore", Γ¨ una perenne erbacea della famiglia delle Asteraceae, presente spontanea nel Mediterraneo occidentale, anche in Italia (Sardegna, Sicilia, Lazio meridionale). In giardino Γ¨ una perenne preziosa per i giardini secchi e i prati selvatici: fioritura blu-lavanda da capolini margheritiformi che ricordano dei piccoli cornflower (fiordaliso), eleganti e duraturi.
Portamento
Cespo compatto, alto 50-80 cm in fioritura, largo 40-50 cm. Foglie radicali lineari-lanceolate, di 15-25 cm, leggermente pubescenti, verde-grigie.
Fioritura
Da giugno a settembre. Capolini singoli su lunghi steli sottili, di 4-5 cm di diametro, con ligule blu-lavanda chiaro, cuore piΓΉ scuro. Brattee involucrali papiracee, persistenti, di colore paglierino-argenteo, decorative anche da secche.
Cultivar
'Major' (fiore piΓΉ grande); 'Alba' (fiore bianco); 'Bicolor' (blu chiaro con cuore scuro contrastante); 'Amor Blue', 'Amor White'.
Esposizione
Sole pieno indispensabile.
Terreno
Drenato, anche poco fertile, sabbioso o ghiaioso, calcareo. Pianta tipicamente mediterranea xerofila. Non sopporta ristagni.
Irrigazione
Minimale. Pianta marcatamente siccitoso-tollerante.
Resistenza
Fino a -15Β°C. In Italia ovunque, ma in pianura padana umida Γ¨ meno longeva (3-5 anni). In Sud Italia: longevitΓ maggiore.
Piantagione
Primavera. Distanza 30-40 cm.
Cure
Cimare regolarmente i capolini sfioriti per stimolare la rifiorenza prolungata.
Moltiplicazione
Per seme (semina in primavera, fioritura il secondo anno) o per divisione del cespo. Auto-disseminazione moderata.
Usi
Bordure miste mediterranee, prati selvatici, giardini "dry". Eccellente per fiori secchi: tagliare i capolini in piena fioritura, appendere a testa in giΓΉ, mantengono colore e forma per anni grazie alle brattee papiracee.
Combinazioni
Lavanda, perovskia, salvia, gaillardia, achillea, agastache, graminacee come Stipa. La sua tonalitΓ blu-lavanda chiara armonizza con i toni argentati del fogliame mediterraneo.
Cultura
Il nome Catananche deriva dal greco katanankΔ, "necessitΓ " o "filtro d'amore": nelle credenze popolari mediterranee storiche, la pianta era usata in filtri d'amore (presumibilmente come ingrediente magico nelle ricette di pozioni amorose della tradizione contadina). Da qui anche il nome italiano "fior cupido" o "freccia dell'amore".
AvversitΓ
Praticamente esente.

