Carpobrotus (Carpobrotus edulis): il "fico degli ottentotti" delle scogliere mediterranee

Il carpobrotus, popolarmente "fico degli ottentotti", "unghia del diavolo" o "succulenta delle dune", è una succulenta tappezzante della famiglia delle Aizoaceae, originaria del Sudafrica (provincia del Capo). In Italia è ampiamente naturalizzato sulle coste mediterranee (Liguria, Toscana, Lazio, Sicilia, Sardegna): ricopre intere scogliere e dune con tappeti densi di foglie carnose e produce vistose "margherite" rosa-magenta o gialle in primavera-estate. È pianta paesaggistica ma anche specie invasiva problematica per gli ecosistemi costieri italiani.

Portamento

Pianta tappezzante prostrata, fusti lunghi 1-3 metri (talvolta oltre), radicanti ai nodi. Foglie opposte, triangolari in sezione, carnose-succulente, lunghe 8-12 cm, di 1-1,5 cm di diametro, verde-grigie.

Fioritura

Da aprile a giugno (talvolta fino in autunno). Capolini singoli ascellari di 6-10 cm di diametro, con numerosissime "ligule" (in realtà petali distinti, non ligule come nelle Asteraceae) lineari, fitte, in colori che vanno dal rosa-magenta al giallo, rosso, arancio. Aspetto di grande "margherita" carnosa.

Frutti

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Bacche carnose ovali di 2-3 cm, edibili a maturità (settembre-ottobre), dolce-acidule, con sapore di "fico" — da cui il nome popolare. Mangiate dalle popolazioni sudafricane indigene; in Italia raramente consumate.

Specie congeneri

C. edulis (fiori rosa-magenta o gialli, foglie più piccole, la più diffusa in Italia); C. acinaciformis (fiori più grandi rosa-porpora intenso, foglie più lunghe — anch'essa naturalizzata in Italia).

Esposizione

Sole pieno indispensabile.

Terreno

Drenantissimo, sabbioso. Sopporta calcare, salinità marina, sabbia di duna. Non sopporta ristagni o suoli pesanti argillosi umidi.

Irrigazione

Minima o nulla in piena terra. Pianta completamente siccitoso-tollerante una volta attecchita.

Resistenza

Fino a -6°C in pianta adulta. In zone con inverni più rigidi: pianta non adatta o coltivazione in vaso con ritiro.

Piantagione

Primavera (marzo-aprile). Per talee: rametti staccati e direttamente piantati in terra, radicano in 2-3 settimane. Distanza fra le talee: 50-80 cm.

Manutenzione

Nessuna. Pianta autosufficiente.

Usi storici (paesaggistica)

In Italia fu massicciamente introdotto fra anni '50 e '70 nelle aree costiere per consolidare dune sabbiose e contenere scarpate in opere di "verde pubblico" mediterraneo. Ricopre rapidamente grandi superfici, è bello in fiore, non richiede manutenzione, sopporta vento e salsedine.

Problema invasivo

Il carpobrotus è oggi classificato come specie invasiva problematica (Regolamento UE 1143/2014 sulle specie aliene invasive; C. edulis incluso nella lista delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale). Compete con la flora autoctona delle dune e delle scogliere (sostituendo specie come la Crithmum maritimum, le Limonium, le Pancratium maritimum), modifica il chimismo del suolo, riduce la biodiversità.

Linee guida: nei parchi e nelle aree protette italiane sono in corso programmi di eradicazione (Cinque Terre, Asinara, isole Egadi, ecc.). Sconsigliata l'introduzione in nuovi giardini costieri: preferire piante autoctone (Limoniastrum, Helichrysum stoechas, Asphodelus aestivus, Crithmum, Pancratium).

Coltivazione domestica

In giardini interni o vasi: nessun problema, è pianta ornamentale. Mai liberarlo in aree naturali. Mai disperdere talee in aree costiere protette.

Avversità

Praticamente esente.