Anthemis (Anthemis tinctoria): la "camomilla tintoria" gialla da bordura
L'Anthemis tinctoria, comunemente "camomilla tintoria" o "anthemis dei tintori", Γ¨ una perenne della famiglia delle Asteraceae, originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, presente spontanea in Italia centro-meridionale nei prati aridi e ai margini dei campi. Γ pianta molto rustica, fiorifera per tutta l'estate, ed eccellente per giardini naturalistici e prati fioriti. Storicamente i suoi capolini gialli sono stati usati come colorante naturale per lana e tessuti, da cui l'epiteto tinctoria.
Portamento
Cespuglio compatto, alto 40-80 cm, largo 40-60 cm. Foglie pennato-sezionate, verde-grigie, leggermente pubescenti, aromatiche al taglio.
Fioritura
Da giugno a settembre. Capolini margheritiformi di 4-5 cm di diametro, con ligule giallo-oro e cuore giallo piΓΉ scuro. Cultivar 'Kelwayi' a fiore giallo intenso, 'EC Buxton' a giallo pallido cremoso, 'Sauce Hollandaise' giallo pastello.
Esposizione
Sole pieno indispensabile.
Terreno
Drenato, mediamente fertile, anche poco fertile. Tollera calcare, sabbia, terreni rocciosi. Non sopporta terreni argillosi e umidi: causa marciume del colletto.
Irrigazione
Minimale. Pianta nettamente siccitoso-tollerante.
Resistenza
Fino a -25Β°C. Pianta robusta ovunque in Italia.
Piantagione
Primavera o autunno. Distanza 40-50 cm. La pianta tende a "spogliarsi" al centro dopo 3-4 anni: dividere e ripiantare le porzioni esterne ogni 3 anni.
Cure
Cimare i capolini sfioriti regolarmente per stimolare il rinnovo della fioritura. Dopo la fioritura principale (fine luglio), una rasatura a 15 cm di altezza stimola una seconda ondata in settembre.
Moltiplicazione
Per divisione del cespo in primavera; per talea semilegnosa in estate.
Usi
Bordure miste, prati fioriti per impollinatori, giardini "cottage". Combina bene con salvia nemorosa, perovskia, lavanda, achillea, agastache.
Uso tintorio
I capolini essiccati e bolliti in acqua con un mordente di allume producono un giallo brillante stabile alla luce, utilizzato per tingere lana, seta, lino. Pratica documentata fin dall'antichitΓ romana e ancora viva in alcune piccole produzioni artigianali di lana tinta naturalmente in Sardegna e in Toscana.
AvversitΓ
Praticamente esente. Afidi occasionali sui germogli.

