Adiantum capillus-veneris: il capelvenere autoctono mediterraneo

Felce indigena spontanea nell'Italia mediterranea, frequente nelle grotte stillicidiose della costiera amalfitana, sui muri umidi dei centri storici di Roma, Napoli, Palermo e nei tufi delle gravine pugliesi. Le foglie pendule a struttura aerea, sostenute da rachidi nero-mogano lucido, le hanno valso il nome italiano "capelli di Venere" dalla mitologia: leggenda vuole che la dea, uscita dal mare, lasciasse cadere alcuni capelli sulle rocce, da cui nacque la felce.

Habitat preciso

Predilige acque di gronda calcaree con pH 7-8 e umiditΓ  costante 80-100%. Non sopporta i raggi diretti del sole. Specie protetta in alcune regioni come bioindicatore di sorgenti incontaminate.

Coltivazione domestica

In casa solo bagni o cucine con vapore costante; in giardino solo in muri a nord stillicidiosi. Pianta capricciosa: l'aria secca dei radiatori la uccide in giorni.