Abeliophyllum (Abeliophyllum distichum): la forsizia bianca coreana
L'abeliophyllum, conosciuto anche come "forsizia bianca", Γ¨ un arbusto deciduo della famiglia delle Oleaceae, monospecifico (esiste solo questa specie) ed endemico della Corea. In Italia Γ¨ ancora poco diffuso, ma negli ultimi vent'anni Γ¨ entrato nei vivai specializzati come alternativa elegante alla forsizia gialla. Fiorisce molto presto, a fine inverno, regalando una nuvola di fiorellini bianchi profumati prima della messa a foglia.
Portamento
Arbusto compatto di 1,2-1,8 m di altezza, ramificato dalla base, con corteccia bruno-grigia. Foglie opposte, ovali-lanceolate (4-7 cm), verde medio, decidue.
Fioritura
Da febbraio ad aprile in Italia, anticipa la forsizia di 1-2 settimane. Fiori a 4 petali bianchi (rosati nella var. roseum) lunghi 1,5 cm, profumati di mandorla, raccolti in racemi sui rami nudi.
Esposizione e terreno
Sole pieno indispensabile per una fioritura abbondante. Terreno ben drenato, fertile, leggermente acido o neutro. Non ama i ristagni invernali.
Piantagione
Autunno (ottobre-novembre) preferibilmente, oppure inizio primavera. Distanza 1-1,5 m. Buca di 50 cm con stallatico maturo.
Irrigazione
Regolare nei primi due anni. Dopo l'attecchimento Γ¨ siccitoso-tollerante: una sola irrigazione di soccorso in piena estate al Sud.
Potatura
Subito dopo la fioritura (aprile-maggio): rimuovere i rami sfioriti piΓΉ vecchi e accorciare di un terzo i restanti per stimolare la produzione di nuovi rami che porteranno i fiori l'anno successivo.
Resistenza
Rustica fino a -18Β°C; in Italia non ha problemi nemmeno nelle vallate alpine. Le gelate tardive di fine febbraio possono bruciare i fiori aperti: piantarla in posizione riparata dal vento del Nord.
AvversitΓ
Praticamente esente da malattie. Occasionalmente afidi sui germogli giovani.
CuriositΓ
In Corea Γ¨ specie protetta a livello nazionale, classificata come monumento naturale. Le sue popolazioni selvatiche sono ridottissime e localizzate in pochi siti di montagna; tutti gli esemplari in commercio derivano da propagazione orticola.

